Monitoraggio costi Utenze: energia elettrica
Per diverse aziende ho messo sotto controllo i consumi ed i costi delle utenze: acqua, acqua calda, luce, fotovoltaico, gas, telefoni.
Non basta guardare le fatture, è necessario costruire una reportistica con dati pluriennali che riporti i consumi ed i prezzi. Il primo aspetto è confrontare i consumi con gli anni precedenti in funzione della stagionalità (gas per riscaldamento) e dell’andamento aziendale; se il fatturato di un’azienda energivora sale, si suppone lo faccia anche il costo dell’energia elettrica (costo variabile). Nel caso l’azienda voglia certificarsi ISO 50.001, la norma prescrive degli EnPI (KPI energetici) che arrivano a calcolare in consumo energetico per unità di prodotto.
È poi fondamentale la lettura periodica dei contatori per confronto con la fattura. Meglio se si mettono in cascata contatori sulle diramazioni principali, in modo da capire dove i consumi possono essere critici e ci possono essere perdite. Meglio ancora se si pone in essere un sistema di supervisione con remotazione delle letture in automatico su piattaforma on-line. In questo caso bisogna verificare il corretto funzionamento anche della remotazione che può subire interruzioni.
Considerazioni più approfondite le merita l’energia elettrica, in particolare per quelle aziende che rientrano nel novero dell’elenco energivori (CSEA). A differenza dell’acqua, la corrente non si disperde, per risparmiare è necessario ridurre i consumi, con un’attenta analisi. In due casi ho seguito l’implementazione di un sistema di remotazione con una trentina di misuratori, dislocati in modo da monitorare i punti nevralgici della produzione e dei servizi. Questo sistema, realizzato da un fornitore esterno, ha consentito di assolvere ai requisiti di diagnosi energetica e della certificazione ISO 50.001.
Sul lato del risparmio mette subito in evidenza errori o mancanze da parte del personale, qualora lasci accese macchine in orari non utili, ad azienda chiusa o nottetempo.
Come attività migliorative, nell’ambito della certificazione, sono stati eseguiti:
- mappatura di tutti i motori elettrici con relativa classe di efficienza energetica, in modo da impostare un piano programmato di sostituzioni.
- controlli con ultrasuoni per rilevare perdite nell’impianto di aria compressa;
- controlli con infrarossi per evidenziare surriscaldamenti dei quadri elettrici, buona prassi anche per la riduzione del rischio incendio.

Un discorso a parte merita il cosφ, misura dell’energia reattiva della fornitura, rilevata dal distributore. Qualche anno fa la normativa si è fatta più stringente, alzando la soglia a 0,95 (era 0,9) ed introducendo penali in bolletta esponenzialmente più pesanti per chi se ne allontana.
La soluzione è mettere rifasatori, costosi all’acquisto e per la loro manutenzione: occorre valutare con attenzione la profittabilità, se si è prossimi alla soglia, può convenire rimandare la spesa, monitorando con attenzione la situazione. Non si ripaga spendere 15.000€ per risparmiare 50€/mese in bolletta.

